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Riso Vialone Nano Principato di Lucedio 1 kg

 6,10

(3 recensioni dei clienti)

Il Vialone Nano Principato di Lucedio è un riso di altissima qualità.
Il Vialone Nano è una varietà di riso dal chicco piuttosto piccolo e molto consistente, con elevata percentuale di amilosio e bassa collosità. Ha un’ottima tenuta alla cottura, ed è particolarmente indicato per risotti e insalate di riso

CHE COSA RENDE SPECIALE IL RISO DEL PRINCIPATO DI LUCEDIO
Il riso Principato di Lucedio è speciale per la cura nella coltivazione e nella lavorazione, per l’ambiente naturale in cui cresce nel cuore del Piemonte e per la storia di Lucedio, uno dei primi luoghi in cui, durante il Medioevo, fu avviata la coltivazione del riso in Italia

Descrizione

Il Vialone Nano è l’unico riso per il quale solo una varietà agronomica può essere commercializzata con quel nome. Infatti, mentre in altri casi il nome commerciale (cioè quello sulla confezione: ad esempio Arborio) può essere utilizzato per diversi tipi agronomici di riso aventi caratteristiche simili, nel caso del Vialone Nano questo non vale.

IL VIALONE NANO IN CUCINA

Il Vialone Nano è apprezzato in special modo nel Veronese e nel Mantovano.
Le sue caratteristiche lo rendono molto adatto alla preparazione di insalate di riso e risotti.
In particolare, l’elevato contenuto di amilosio, che in acqua non è solubile, permette di creare la cremina tipica del risotto senza aggiungere molti grassi.
Alcune ricette tipiche di risotto sono:

  • Risotto all’isolana
  • Risotto con Amarone, Tastasal e Porcini
  • Riso e Bisi
  • Risotto alla pilota
  • Risotto al vino Amarone
  • Risotto al radicchio e vino Recioto

RISO VIALONE NANO: VALORI NUTRIZIONALI

Valori medi per 100 g di prodotto:

  • Energia: 375 kcal (1570 kj)
  • Grassi: 0,5 g
    • di cui acidi grassi saturi: 0,1 g
  • Carboidrati: 88 g
    • di cui zuccheri: 0 g
  • Fibre: 1 g
  • Proteine: 9,5 g
  • Sale: 0 g

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VIALONE NANO PRINCIPATO DI LUCEDIO: ORIGINE MATERIA PRIMA E PRODUZIONE

  • Origine del riso: Italia
  • Prodotto in Italia

LUCEDIO E IL RISO

Il riso Principato di Lucedio ha una storia secolare.
All’inizio del XII secolo la pianura vercellese a nord del Po era in gran parte coperta da boschi, boscaglia, brughiera, terreni paludosi.
I Cistercensi erano dotati di conoscenze e tecniche agricole molto avanzate per l’epoca. Essi bonificarono e disboscarono per ottenere terreni adatti al pascolo e alla coltivazione.

Il riso inizialmente era probabilmente destinato a essere pianta officinale piantata nel chiostro del monastero di Lucedio; poi i monaci si resero conto che funzionava bene anche in campo aperto e forse già nel Trecento si arrivò a coltivare a riso centinaia di ettari.

Oggi «Principato di Lucedio» è un’azienda che occupa oltre 500 ettari.
Il complesso architettonico dell’Abbazia fa parte del Bosco delle Sorti della Partecipanza, Parco Regionale del Piemonte che protegge uno dei pochi boschi di foresta planiziale rimasti.
Il processo di produzione del riso Principato di Lucedio, a basso impatto ambientale, e il confezionamento, senza conservanti in atmosfera modificata, garantiscono ai prodotti qualità nutrizionali elevate

PRINCIPATO DI LUCEDIO: LUCEDIO ATTRAVERSO I SECOLI

Il Principato di Lucedio è situato a Trino, in provincia di Vercelli, nel cuore del Piemonte.
La storia del principato di Lucedio comincia secoli fa. Esso fu inizialmente un’abbazia, l’abbazia di Lucedio, per poi essere secolarizzato e, attraverso varie vicissitudini, divenire principato, il principato di Lucedio appunto.

Il monastero ricevette importanti donazioni nell’area del vercellese e anche in territori più lontani e, col passare del tempo, divenne un fiorente centro di potere economico e politico.

Nel 1784 Pio VI secolarizzò l’abbazia e nel 1800, con la dominazione francese, l’ex abbazia e quasi tutti i suoi beni furono confiscati.

Fu poi di proprietà del cognato di Napoleone, il principe Camillo Borghese, e successivamante, nel 1818, fu venduto a una società composta dai marchesi Michele Benso di Cavour e Carlo Giovanni Gozzani di San Giorgio e da Luigi Festa.

Il marchese Gozzani di San Giorgio lasciò poi la grangia di Lucedio e Montarolo in eredità al nipote Felice Carlo che, nel 1861, cedette la proprietà al genovese Raffaele de Ferrari, duca di Galliera. Vittorio Emanuele II insignì quest’ultimo del titolo di principe per i servizi resi alla patria. Il figlio del duca De Ferrari rinunciò al titolo e donò la proprietà al cugino, il marchese Andrea Carrega Bertolini, cui il re concesse di portare il titolo di principe di Lucedio

Nel 1937 il conte Cavalli di Olivola acquistò la proprietà. La figlia, la contessa Rosetta Clara Cavalli d’Olivola Salvadori di Wiesenhoff, è l’attuale proprietaria.

Leggi di più sulla storia del principato di Lucedio: fai clic qui

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Recensioni

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3 recensioni per Riso Vialone Nano Principato di Lucedio 1 kg
  • 5 Su 5

    Qualità davvero ottima. Consiglio di utilizzarlo per il risotto, magari alternadolo con il classicissimo Carnaroli

  • 5 Su 5

    Vialone Nano di altissima qualità. Lo consiglio.

  • 5 Su 5

    Il Vialone Nano è un riso ottimo per i risotti, e questo è di qualità molto alta: i chicchi sono omogenei, e non vi sono chicchi rotti o danneggiati, come spesso capita di vedere.
    I grani piccoli, tipici del Vialone Nano, restano ben sodi. Ho ricevuto il riso e le conserve ordinate ben confezionati. Sono soddisfatto