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Storia del Pomodoro Pachino

Pomodoro Pachino: dati anagrafici e segni particolari

Piccolo e rotondo, ha una colorazione brillante ed attraente che va dal rosso acceso al verde intenso in prossimità del picciolo; è caratterizzato dal gusto equilibrato dovuto ad una perfetta armonia tra acidità e grado zuccherino. Parliamo del pomodoro ‘ciliegino’ – specie botanica Lycopersicum esculentum Mill – identificato da molti come ‘Pomodoro Pachino’.

Ma il ciliegino è il pachino?

Qui è il caso di mettere un po’ d’ordine fra le idee.

Come la maggior parte di voi già saprà, Pachino è un paese in provincia di Siracusa (Sicilia) dove, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, al tipo di suolo e alla salinità dell’acqua di irrigazione, si produce con successo questa particolare varietà di pomodoro – e anche altre, come vedremo! -. Dal 2003, alcune varietà di pomodoro coltivate a Pachino e dintorni sono state classificate come prodotto IGP. La zona di coltivazione prevista dal disciplinare IGP per la produzione del Pomodoro di Pachino (‘di Pachino’, appunto, e non semplicemente ‘Pachino’, poiché si identifica l’area di produzione) comprende l’intero territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero e parte dei territori comunali di Noto (prov. di Siracusa) ed Ispica (provincia di Ragusa). http://www.igppachino.it/index.php/igp/blog/dal-disciplinare-di-produzione

Prima del ciliegino, il pomodoro a Pachino 

L’origine del pomodoro si attesta tra il Messico e il Perù. Gli Aztechi lo chiamavano “xitomatl” – “tomatl” indicava vari frutti sugosi e da questo termine deriva l’inglese tomato – e la sua salsa divenne fondamentale nella loro cucina. La sua introduzione in Europa risale al 1540: fu lo spagnolo Hernán Cortés a portare degli esemplari nel Vecchio Continente.

Nella zona di Pachino si coltivavano fin dagli anni ’20 i pomodori da insalata dalle dimensioni variabili e, negli anni ‘60, furono realizzate le prime serre.

Il Pomodoro Pachino è italiano?

In tempi piuttosto recenti si è appreso che la Hazera, azienda sementiera biotech di Israele, è l’ideatrice di due nuove varietà di pomodori introdotti in sicilia nel 1989: il ciliegino Naomi ed il Rita a grappolo. Oltre alla caratteristica forma, una particolarità di questi pomodori saltata subito all’occhio è il fatto che mantenessero inalterata la freschezza per un periodo di 2-3 settimane dopo la raccolta, ben più a lungo quindi rispetto ai pomodori fino ad allora conosciuti. Tale caratteristica, ottenuta grazie all’introduzione da parte di Hazera di due versioni mutate di geni (rin e nor: ripening inibitor e no ripening) pemette di raccogliere i pomodori maturi anziché all’invaiatura. La prima reazione da parte dei produttori italiani di pomodori e dei consumatori fu di rifiuto, ma in pochi anni il nuovo prodotto ottenne grande popolarità.

Come accennavamo, nel 2003 alcune varietà di pomodoro coltivate a Pachino e in aree vicine sono diventate prodotti IGP, acnhe grazie alle specifiche condizioni di clima, temperatura, suolo e salinità dell’acqua di irrigazione, particolarmente adatte a produrre quello che è diventato un punto di eccellenza alimentare italiano.

La bontà, quindi, è frutto italiano, ma non solo!

Le varietà di Pomodoro di Pachino IGP sono:

  • Ciliegino di Pachino IGP
    Dal caratteristico aspetto “a ciliegia”, contiene significative quantità di licopene, ottima resistenza post raccolta e grado zuccherino elevato;
  • Costoluto di Pachino IGP
    È la varietà più antica di pomodoro in Italia, coltivata e venduta in tutte le stagioni. È di grandi dimensioni dalle coste marcate, di colore verde molto scuro e brillante. Il pomodoro costoluto per crescere al suo meglio deve essere coltivato in terreni molto ricchi di sale;
  • Tondo liscio di Pachino IGP
    Piccolo e rotondo, di colore verde scuro, inconfondibile per il gusto molto marcato;
  • Grappolo di Pachino IGP
    A grappolo o snocciolato, può essere verde o rosso, il suo peso varia in base alla salinità del terreno di coltivazione.

Le proprietà benefiche del Pomodoro Pachino

Il Pomodoro di Pachino, oltre ad essere noto per il suo sapore gustoso e per i lunghi tempi di conservazione dopo la raccolta, è apprezzato anche per le qualità benefiche per l’organismo. Alcune varietà di Pomodori Pachino, infatti, probabilmente per la prolungata esposizione al sole sono particolarmente ricche di licopene, una molecola della famiglia dei carotenoidi che, oltre a essere la causa del colore rosso, ha buon potere antiossidante e si ritiene abbia delle funzioni protettive nei confronti di alcuni tipi di tumore.

Molti consumatori fruiscono il Pomodoro Pachino mangiandolo crudo – ottimo a spicchi, conditi con olio extra vergine di oliva e sale – mantenendone così intatte le proprietà benefiche, ma il Pachino viene utilizzato molto anche nella preparazione e cottura di svariati piatti prelibati, tipici della tradizione nostrana. A questo proposito una nota interessante è che – pare – la cottura libera molto licopene. Anche il pomodoro cotto e reso condimento per la pasta, quindi, ha il suo ‘perché’ per la salute!

Fonti:

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