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CURCUMA PROPRIETÀ, BENEFICI, CONTROINDICAZIONI. LA CURCUMINA ISOLATA SERVE?

Tradizionalmente dalla medicina indiana sono riconosciute al rizoma della curcuma proprietà curative, specialmente antinfiammatorie. La curcuma è utilizzata non solo come ingrediente di alcuni piatti per il suo colore e per il suo sapore, ma a anche come medicamento. La terapia ayurvedica utilizza la curcuma ad esempio per curare disturbi dello stomaco, come tonico, per la pulizia del sangue, nonché per la prevenzione o il trattamento di malattie della pelle.
Secondo il Plant list database il genere curcuma (Curcuma longa L., appartenente ala famiglia delle Zingiberaceae) comprende, nel 2019, 93 specie diverse riconosciute.
La curcuma , o almeno alcune varietà, sono considerate in alcuni studi un alimento interessante per la presenza di polifenoli (curcuminoidi), che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, e di oli essenziali (vedi qui).

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CURCUMA PROPRIETÀ NUTRIZIONALI: LA COMPOSIZIONE DELLA CURCUMA

100 g di curcuma in polvere apportano circa 312 kcal e contengono:

  • 12,85 g di acqua
  • 9,68 g di proteine
  • 3,25 g di lipidi
    • 1,838 g di acidi grassi saturi
    • 0,449 g di acidi grassi monoinsaturi
    • 0,756 g di acidi grassi polinsaturi
    • 0,056 g di grassi trans
  • 7,08 g di ceneri
  • 67,14 g di carboidrati
  • 22,7 g di fibre
  • 3,21 g di zuccheri
    • 2,38 g di saccarosio
    • 0,38 g di glucosio
    • 0,45 g di fruttosio

Per quanto riguarda le vitamine:

  • 0,7 mg di vitamina C
  • 0,058 mg di tiamina
  • 0,150 mg di riboflavina
  • 1,350 mg di niacina
  • 0,107 mg di vitamina B6
  • 20 µg di folati
  • 4,43 mg di vitamina E
  • 13,4 µg di vitamina K

Per quanto riguarda i minerali:

  • 800 mg di manganese
  • 080 mg di potassio
  • 300 mg di rame
  • 299 mg di fosforo
  • 208 mg di magnesio
  • 168 mg di calcio
  • 55 mg di ferro
  • 27 mg di sodio
  • 6,2 g di selenio
  • 4,50 mg di zinco

La curcuma contiene anche componenti polifenoliche dette curcumine o curcuminoidi (pigmenti di colore giallo) e oli essenziali.

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CURCUMA E CURCUMINA

II rizoma della curcuma contiene una polpa arancione, da cui viene estratta la polvere considerata da alcuni medicinale.
La polpa del rizoma contiene diverse componenti, dette curcumine o curcuminoidi. Fra le componenti vi sono la curcumina flavonoide (diferuloilmetano) e vari oli volatili.
Il contenuto di curcumina varia fra 0,3% e 5,4% , in funzione della specie di curcuma considerata. Fra gli altri costituenti vi sono zuccheri, proteine ​​e resine.

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ALCUNI STUDI RELATIVI ALLE PROPRIETÀ DELLA CURCUMINA

La curcumina è stata oggetto di numerose ricerche per vedere se abbia proprietà curative ed è tuttora oggetto di studio.
Vediamo alcuni risultati.

Proprietà antinfiammatorie

Un meta-studio del 2003 riporta che la curcumina ha dimostrato di essere sicura in sei prove sull'uomo e ha dimostrato attività anti-infiammatoria. Tale attività potrebbe essere esercitata mediante l'inibizione di un numero di molecole differenti che svolgono un ruolo nell'infiammazione.

Uno studio del 2009 indica che il processo di infiammazione è rilevante in molte malattie croniche, tra cui malattie neurodegenerative, cardiovascolari, polmonari, metaboliche, autoimmuni e neoplastiche. Il medesimo studio indica poi che l’attività antinfiammatoria della curcumina ha un potenziale ruolo nella prevenzione e nel trattamento di varie malattie croniche proinfiammatorie. Lo studio afferma che, anche in considerazione della sicurezza farmacologica e del costo trascurabile, la curcumina è una sostanza interessante per ulteriori studi.

Un altro studio, sempre del 2009, indica che la curcumina potrebbe essere interessante come agente terapeutico in malattie come, pancreatite, artrite e uveite anteriore cronica, nonché alcuni tipi di cancro. Lo studio indica però che la biodisponibilità della curcumina è bassa, e che i ricercatori hanno studiato i benefici derivanti dall’unione della curcumina con altre sostanze.

Un ampio studio, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2018, afferma però che la curcumina, somministrata a pazienti operati elettivamente di aneurisma dell’aorta addominale, non ha portato alcun beneficio (ad esempio in termini antinfiammatori). L’articolo conclude affermando che i risultati sottolineano l'importanza di testare la curcuma e la curcumina prima di affermare i loro benefici per la salute come viene fatto attualmente a livello mediatico.

Proprietà antiossidanti

Secondo alcuni studi, la curcumina ha proprietà antiossidanti, e protegge quindi dai danni dei radicali liberi.
Un meta-studio del 2017 indica che l'effetto della curcumina sui radicali liberi è dovuto a diversi meccanismi. La curcumina può agire come spazzino nei confronti di diverse forme di radicali liberi; può poi modulare l'attività di enzimi attivi nella neutralizzazione dei radicali liberi; inoltre, può inibire enzimi generatori di ROS (specie reattive dell'ossigeno).

Attività cognitiva

Alcuni studi suggeriscono che la curcumina possa produrre benefici relativamente alle funzioni cognitive.
Uno studio del 2012 conclude affermando che i risultati suggeriscono che il trattamento prolungato con curcumina nei ratti anziani possa potenziare la neurogenesi e la cognizione. Questo, secondo lo studio, potrebbe essere dovuto a diversi effetti sui geni legati alla crescita e alla plasticità.

Un altro studio, del 2013, condotto su ratti femmina anziani afferma che si può concludere che di curcumina ha migliorato le loro funzioni cognitive.

Curcuminoidi e cuore

Uno studio, pubblicato nel 2012, ha inteso valutare se la somministrazione di curcuminoidi a pazienti sottoposti a operazione di bypass con innesto dell'arteria coronaria li protegge da infarto miocardico più di un placebo.
Ad alcuni pazienti sono stati somministrati 4 grammi di curcuminoidi al giorno (1 g 4 volte al giorno) e l'incidenza di infarto miocardico in ospedale si è ridotto significativamente.
Lo studio conclude dicendo che, a causa della popolazione relativamente piccola studiata, i risultati devono essere confermati in studi più ampi. Inoltre, afferma che l'effetto dei curcuminoidi sui risultati a lungo termine dopo bypass con innesto dell'arteria coronaria è sconosciuto.

Curmina e tumori

La curcumina è oggetto di indagini per verificare eventuali proprietà antitumorali.
Un articolo pubblicato nel 2019 sull’International Journal of Molecular Sciences afferma che la maggior parte degli studi che analizzano la curcumina in relazione al cancro hanno mostrato che essa ha effetti potenzialmente benefici per quanto riguarda gli effetti collaterali dei farmaci antitumorali classici e infine anche effetti additivi o anche sinergici rispetto all’efficacia dei farmaci antitumorali classici. Lo studio afferma che però i dati derivanti da studi clinici recenti non sono sufficienti per implementare la curcumina come trattamento standard anti-cancro. L’articolo afferma che sono necessari con urgenza ampi studi randomizzati per studiare l'effetto reale della curcumina in emato-oncologia. Inoltre, afferma che l'efficacia della curcumina come approccio medico complementare e/o alternativo è promettente. Ancora, afferma che la curcumina non causa effetti collaterali significativi ed è economico e facilmente disponibile, anche se la sua scarsa biodisponibilità e il rapido metabolismo rimangono ostacoli importanti.

Artirite

Un meta-studio del 2016 afferma che, secondo gli studi analizzati, 8-12 settimane di estratti standardizzati di curcuma (in genere 1000 mg / die di curcumina) possono ridurre i sintomi dell'artrite (principalmente i sintomi correlati al dolore e all'infiammazione) e comportare miglioramenti dei sintomi simili a quelli prodotti da ibuprofene e diclofenac sodico. Il meta-studio afferma però anche che le dimensioni dei campioni (45-124) utilizzati dagli studi osservati non erano sufficienti per essere conclusivi, e che alcuni studi erano di qualità modesta. Il meta-studio afferma quindi che sono quindi necessari ulteriori studi clinici di alta qualità con più soggetti per confermare l'efficacia terapeutica della curcuma e della curcumina per l'artrite.

GLI ESTRATTI DI CURCUMINA E CURCUMINOIDI SONO DAVVERO EFFICACI?

Lo studio del 2017 apparso sul Journal of Medicinal Chemistry

Uno studio apparso nel 2017 sul Journal of Medicinal Chemistry mette in forte dubbio l’utilità terapeutica degli estratti di curcumina e curcuminoidi. Esso afferma che nessuna forma di curcumina sembra possedere le proprietà richieste per un buon candidato a essere medicinale (stabilità chimica, elevata solubilità in acqua, attività target potente e selettiva, elevata biodisponibilità, ampia distribuzione tissutale, metabolismo stabile e bassa tossicità). Inoltre, lo studio afferma che le proprietà di interferenza in vitro della curcumina offrono molte trappole che possono ingannare i ricercatori non preparati a interpretare erroneamente i risultati delle loro indagini. Gli autori dello studio ritengono che, per quanto riguarda la curcumina o i curcuminoidi, gli studi in vivo e le sperimentazioni cliniche, vi sia molto rumore per nulla.
Gli autori non escludono la possibilità che un estratto di curcuma grezzo possa avere effetti benefici sulla salute umana. Essi affermano che, considerando la schiacciante evidenza che mostra la debolezza della curcumina isolata (quasi sempre una miscela dei curcuminoidi) come valida terapia, approcci olistici sembrano essere direzioni di studio migliori.

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Una risposta allo studio del 2017

Secondo alcuni, l’articolo pubblicato nel 2017 sul Journal of Medicinal Chemistry non fornisce prove dell’inefficacia della curcumina. In una lettera all’editore pubblicata nel 2017 su ACS Medicinal Chemistry Letters, gli autori esaminano alcuni passi dell’articolo pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry. Riguardo alla stabilità, essi affermano che sembra che la stabilità della curcumina dipenda dai solventi utilizzati e dalla sua biodisponibilità nel corpo. Nelle conclusioni affermano di essere d’accordo sul fatto che il problema più importante relativamente agli studi sulla curcumina sia la sua solubilità. Tuttavia, proseguono gli autori, l’articolo attribuisce pessimisticamente i fallimenti della ricerca all’inefficacia della curcumina.

Alcuni studi del 2018 e del 2019

Un meta-studio del 2018 pubblicato su Nutrients afferma che complessivamente la curcumina è un ingrediente promettente per la realizzazione di nuovi alimenti funzionali con efficacia protettiva nella prevenzione di alcune malattie. Gli autori osservano che la scarsa solubilità in acqua e la bassa biodisponibilità della curcumina sono considerati i principali ostacoli al suo sviluppo clinico. Poi, affermano che per migliorare la stabilità e la biodisponibilità della curcumina molti studi si concentrano su modifiche della curcumina e dei suoi sistemi di rilascio. Una via promettente è quella di utilizzare la nanotecnologia per incapsulare la curcumina in modo da migliorare la sua stabilità, biodisponibilità e bioattività, e quindi i benefici per la salute.

Un meta-studio pubblicato nel 2019 relativo agli effetti della curcumina sulla funzione cognitiva afferma che rimangono aperte domande sulla biodisponibilità della curcumina e sul meccanismo con cui può esercitare effetti neuroprotettivi. Nuove formulazioni della curcumina appaiono strategie promettenti per promuovere la funzione cognitiva. Tuttavia, affermano gli autori, non vi sono prove sufficienti per sostenere che il supplemento di curcumina sia mezzo efficace per prevenire e curare la demenza e i sintomi del declino cognitivo. L'attuale evidenza nell'uomo è promettente, ma la generalizzabilità dei risultati è limitata dal numero limitato di studi, dalle dimensioni relativamente piccole dei campioni e dalla considerevole variabilità degli studi.

Uno studio pubblicato su Biomolecules nel 2019 afferma che l'uso di nanoparticelle ha permesso di dimostrare benefici a livello cerebrale che possono persino rivoluzionare la medicina. Tuttavia, come con qualsiasi sostanza chimica, è conveniente enfatizzare i problemi di tossicità al fine di garantire la sicurezza di tutti gli studi clinici.

ASSORBIMENTO E BIODISPONIBILITÀ DELLA CURCUMINA

Uno studio ha riscontrato, nella curcuma in polvere analizzata, una media di concentrazione di curcumina del 3,14% in peso.
Un altro studio indica che fra il 40 e l’85% di una dose orale di curcumina passa intatto attraverso il tratto gastrointestinale, e che la maggior parte del flavonoide assorbito viene metabolizzato nella mucosa intestinale e nel fegato. La curcumina è spesso associata a bromelina, in modo da incrementare assorbimento ed effetto anti-infiammatorio.
Uno studio mostra che, la piperina, il principale principio attivo del pepe, aumenta l'assorbimento e la biodisponibilità della curcumina senza effetti avversi.
Uno studio pubblicato nel 2017 sul Journal of Restorative Medicine afferma che diversi studi clinici hanno riscontrato che la somministrazione di varie dosi di curcumina ha portato a una biodisponibilità modesta nel sangue a causa del suo scarso assorbimento. Tuttavia l’efficacia della curcumina potrebbe essere dovuta anche a prodotti del suo metabolismo, che non sono misurati negli studi sulla biodisponibilità della curcumina.
La curcumina, affermano gli autori, si è mostrata efficace in alcuni studi clinici, ed è molto probabile che la biodisponibilità della curcumina possa addirittura non essere un problema serio, se per ottenere effetti benefici sono sufficienti piccolissime quantità di curcumina, dei suoi metaboliti e/o dei suoi coniugati.

CURCUMA E CURCUMINA CONTROINDICAZIONI

La curcuma è in linea di massima considerata priva di gravi effetti collaterali, e uno studio del 2003 ha trovato che negli esperimenti effettuati la curcumina si è rivelata sicura.

Uno studio del 2008)indica che il consumo di dosi supplementari di curcuma può incrementare il rischio di formazione di calcoli renali in soggetti sensibili.

Uno studio pubblicato nel 2018 indica che nei pazienti trattati con curcumina vi è stato un rischio più elevato di danno renale acuto rispetto a quello riscontrato nei pazienti trattati con placebo (17% vs 10%).

Un articolo del 2017 indica che la curcumina potrebbe compromettere il livello di ferro nell’organismo.

Uno studio del 2017 afferma che la curcumina potrebbe danneggiare le cellule in generale, e non soltanto le cellule tumorali.

ALCUNE FONTI E BIBLIOGRAFIA

  • Andy Wai Kan Yeung, Michal Horbańczuk, Nikolay T. Tzvetkov, Andrei Mocan, Simone Carradori, Filippo Maggi, Joanna Marchewka, Stefania Sut, Stefano Dall’Acqua, Ren-You Gan, Lyubka P. Tancheva, Timea Polgar, Ioana Berindan-Neagoe, Vasil Pirgozliev, Karel Šmejkal and Atanas G. Atanasov, Curcumin: Total-Scale Analysis of the Scientific Literature, Molecules 2019, 24, 1393
  • USDA, Turmeric, ground
  • Kathryn M. Nelson, Jayme L. Dahlin, Jonathan Bisson, James Graham, Guido F. Pauli and Michael A. Walters, The Essential Medicinal Chemistry of Curcumin. Miniperspective, J Med Chem. 2017 Mar 9; 60(5): 1620–1637. doi: 10.1021/acs.jmedchem.6b00975
  • James W. Daily, Mini Yang, and Sunmin Parkcorresponding, Efficacy of Turmeric Extracts and Curcumin for Alleviating the Symptoms of Joint Arthritis: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Clinical Trials, J Med Food. 2016 Aug 1; 19(8): 717–729, doi: 10.1089/jmf.2016.3705
  • Wanwarang Wongcharoen, Sasivimon Jai-aue, Arintaya Phrommintikul, Weerachai Nawarawong, Surin Woragidpoonpol, Thitipong Tepsuwan, Apichard Sukonthasarn, Nattayaporn Apaijai, Nipon Chattipakorn, Effects of Curcuminoids on Frequency of Acute Myocardial Infarction After Coronary Artery Bypass Grafting, The American Journal of Cardiology, 2012.

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